Idee per una riforma coraggiosa della legge elettorale

Eleggere un terzo del Parlamento con il sistema più democratico che c'è: il sorteggio. Venti spunti per migliorare le criticità del governo della cosa pubblica nelle proposte di Valerio De Molli
21 APR 21
Ultimo aggiornamento: 04:17
Immagine di Idee per una riforma coraggiosa della legge elettorale

Nell'antica Atene, molti amministratori erano estratti a sorte (foto Ansa)<br />&nbsp;

Sottoscrivo le proposte per una nuova governance presentate ieri, in un’intervista al Corriere, da Valerio De Molli, ad del prestigioso think-tank Teh-Ambrosetti. E questo non solo perché siamo entrambi di Varese (anche se ci sarebbe molto da dire al proposito), ma perché sono proposte convincenti, concrete e utili. E allora diamo un’occhiata. De Molli elenca 20 spunti di miglioramento per superare le criticità del governo della cosa pubblica in Italia, un paese che – nonostante Berlusconi – ha avuto negli ultimi 20 anni 21 governi e 13 presidenti del Consiglio. No, non preoccuparti caro lettore, dei 20 spunti di De Molli prendo solo il più coraggioso, cioè quello più politically uncorrect: la riforma della legge elettorale.
Premesso che nessun sistema elettorale è perfetto, ci sono opinioni le più disparate tra i partiti che hanno affollato il Parlamento negli ultimi 20 anni (io ho perso il conto, ma c’è chi l’ha fatto: sono stati oltre 40). La valutazione è sempre, come è naturale, sulla convenienza: quale sistema mi darà più eletti (uguale: più potere di condizionamento a prescindere dal governo che il Parlamento eleggerà)? De Molli propone un incremento della quota maggioritaria fino al 50 per cento, il resto eletto con il proporzionale e – udite udite – con il sistema più democratico che c’è: eleggere un terzo del Parlamento a sorteggio tra i privati cittadini che si siano resi disponibili. Una provocazione, certo. Ma visto il livello attuale di certi politici… ci sta! Stay tuned.